Usa, Cina, Europa e Italia: ricercatori, aziende e governi di tutto il mondo stanno dedicando le più potenti risorse di supercalcolo per combattere il coronavirus. I supercomputer, i big data e l’intelligenza artificiale si stanno rivelando strumenti fondamentali nella lotta contro la pandemia. In Italia c’è un’eccellenza mondiale che non ha nulla da invidiare agli strumenti messi in campo da Stati Uniti e Cina.

Marconi, il supercomputer più potente del CINECA, sta elaborando senza sosta al ritmo di 50 petaflop, ovvero 50 milioni di miliardi di operazioni al secondo, le simulazioni delle interazioni tra le proteine del Coronavirus e le molecole dei potenziali farmaci. Il supercomputer Marconi è in prima linea nella corsa contro il tempo per identificare una terapia efficace per combattere il Coronavirus. Lo screening virtuale di 10000 farmaci già approvati per l’uso nell’uomo (anche se impiegati per diverse indicazioni terapeutiche) e pronti per nuovi studi clinici permetteranno una risposta rapida all’emergenza generata dalla pandemia. Lo strumento utilizzato per lo screening virtuale è la piattaforma Exscalate, di proprietà di Dompé e sviluppata insieme al Politecnico di Milano e al CINECA. Tutte queste attività possono ora contare su 3 milioni di euro di fondi di ricerca, assegnati al consorzio Exscalate4CoV (E4C), tra i vincitori del bando emesso dalla Commissione Europea per rispondere all’emergenza Coronavirus.